p 70 .



Paragrafo 9 . Marxismo e marxismi.


Filosofia e prassi.
     
Il  marxismo - ponendosi come scienza - aveva presupposto  di  avere
non  solo  la  capacit  di  analisi  e  di  conoscenza  della  verit
(epistme),  tipica  di  ogni scienza, ma anche  di  possedere  idonei
strumenti  di previsione dei fenomeni economici, sociali e politici.
In poche parole, il marxismo sarebbe stato capace

p 71 .

di  indicare le tappe del processo rivoluzionario che avrebbe  portato
al  comunismo,  cio  alla liberazione  dell'uomo  da  ogni  forma  di
schiavit.
     La   storia   del   ventesimo  secolo  ha  dimostrato   come   la
realizzazione pratica del marxismo (i socialismi reali) e i  tentativi
di  instaurare  il comunismo attraverso l'abolizione  della  propriet
privata  dei  mezzi  di produzione abbiano dato risultati  addirittura
opposti  a  quelli  previsti  da Marx:  hanno  prodotto,  infatti,  la
negazione  delle libert individuali  e hanno consentito il  perdurare
di  una accentuata diversificazione delle condizioni materiali di vita
(ricchi   e   poveri),   di  discriminazioni  culturali   e   razziali
(antisemitismo),  e  hanno  dato  corpo  a  un'organizzazione  statale
antidemocratica   (totalitarismo).  Su   questi   problemi   torneremo
affrontando gli sviluppi del marxismo nel ventesimo secolo.(139)
     Qui  vogliamo soltanto mettere in evidenza che almeno  una  delle
previsioni  di  Marx si  dimostrata esatta:  le  sue  teorie  hanno
segnato  l'uscita della filosofia dal chiuso delle accademie  e  dalla
dimensione  di riflessione speculativa di ristrette lites  culturali,
per diventare strumento per l'azione (prassi) di vaste masse popolari.
     Certamente  anche  prima  di Marx la filosofia  ha  quasi  sempre
mirato  a  porsi come mezzo di liberazione dell'intera umanit,  ma  -
proponendo figure di sapienti distinti dal resto degli uomini  -  ha
sempre  posto  una sorta di filtro, di mediazione, fra  la  conoscenza
della Verit e gli effetti pratici di questa conoscenza. La filosofia
non   per tutti  la parola d'ordine che si ripresenta - salvo  rare
eccezioni  -  nell'intero  corso della  storia  della  filosofia:  dal
carattere  chiuso  delle  prime scuole,  come,  ad  esempio,  quella
pitagorica,  al ruolo di governanti assegnato da Platone ai  filosofi,
alla  funzione di guida sociale degli scienziati-tecnici nella societ
auspicata da F. Bacon, al partito dei filosofi degli illuministi.
     Nel   sistema  hegeliano  la  separazione  della  filosofia   dal
popolo  appare  in tutta la sua nettezza ed evidenza:  la  Verit  
accessibile alle masse non sotto la forma di speculazione teorica,  ma
attraverso la rappresentazione: per cui la religione  la forma  pi
alta di conoscenza della Verit che sia concessa a tutti. Marx pensava
che la filosofia potesse e dovesse sostituirsi alla religione.
     Nella  seconda  met dell'Ottocento e per tutto il  Novecento  la
filosofia  di  Marx  si   realmente intrecciata  con  la  storia  del
movimento  operaio  organizzato, senza  -  per  questo  -  perdere  le
caratteristiche proprie della filosofia.
     Si    assistito cos a un fenomeno del tutto nuovo:  gli  stessi
temi  e  gli stessi problemi sono dibattuti nelle riunioni di  partito
(dando  luogo  a scontri politici laceranti e addirittura  violenti  e
cruenti)  e  nelle  aule universitarie o sulle riviste  specialistiche
(tutta   la  filosofia  degli  ultimi  centocinquant'anni  ha   dovuto
confrontarsi con il marxismo).
     E  questo ci sembra sufficiente a dimostrare che la filosofia  di
Marx  -  nonostante il permanere in essa di elementi essenziali  dello
spirito moderno (quali la fiducia nella scienza e nel progresso) -  si
colloca  in  una dimensione del tutto nuova rispetto al  pensiero  dei
moderni,  e  anzi  contribuisce in maniera determinante  a  definire
questa nuova dimensione: quella della filosofia per tutti.
     
     p 72 .
     
     Il  marxismo  - al di l degli innegabili aspetti di  rigidit  e
della costante aspirazione al sistema - nasce sostanzialmente come una
filosofia aperta, proprio perch vuole sottrarre la storia alle ferree
leggi  dello Spirito hegeliano e restituirla nelle mani degli  uomini.
Marx  pensa  di  aver  individuato i problemi centrali  della  societ
capitalista  e  ritiene  anche  di avere  individuato  la  strada  per
risolverli,  ma  la  soluzione non  data: non  basta  che  Marx  -  o
chiunque  altro - abbia pensato una soluzione perch questa  soluzione
sia  realizzata.  La  soluzione di Marx    un  processo  continuo  di
trasformazione  che si definisce non in maniera aprioristica,  ma  nel
suo farsi e concretizzarsi come processo (scontro di classe).
     Questo carattere aperto del marxismo - con ogni probabilit  -  
una  delle cause della nascita dei molti marxismi che abbiamo  visto
svilupparsi  nell'Europa di fine Ottocento;  la chiave  per  spiegare
come  il  marxismo  riesca - anche nel corso del  nostro  secolo  -  a
fondersi  con  altre  discipline e con  altre  correnti  di  pensiero:
dall'incontro  con  la morale kantiana a quello  con  il  positivismo,
dalla  sorprendente convivenza con la filosofia nicciana nella  Russia
prerivoluzionaria(140) alla collaborazione con la psicoanalisi.

Pi problemi che soluzioni.
     
Il  marxismo  -  anche nel nostro secolo - ha assolto a  una  funzione
tipicamente  filosofica:  quella di mantenere  aperti  i  problemi.  I
marxismi si sono impegnati anche nella ricerca delle soluzioni di quei
problemi;  i  risultati  di questo impegno  sono  stati  molto  spesso
drammatici.
     Le  soluzioni errate - a maggior ragione proprio perch  errate
-  non  fanno,  per,  venire meno l'esistenza  dei  problemi  che  il
marxismo ha messo in evidenza.
     Il  pensiero di Marx conserva una sua funzione proprio perch  ha
fatto  emergere  da dietro il velo dell'ideologia - e della  scienza
(ad esempio, economica) - problemi che tuttora non sono risolti.
     
La teoria dei bisogni.
     
La  molla  che spinge il proletario a vendere sul mercato del  lavoro,
come  merce,  la  propria forza-lavoro,  il bisogno di  procurarsi  i
mezzi  di  sussistenza:   cio qualcosa di  pi  forte  della  stessa
libert  che - secondo il pensiero di tipo liberale(141) -  garantita
a  tutti, perch nessuno costringe il lavoratore ad accettare per s e
per  i  propri figli le condizioni di lavoro spesso atroci,  come,  ad
esempio,   quelle  delle  manifatture  e  delle  miniere   britanniche
nell'Ottocento.
     Questo  bisogno di procurarsi i mezzi di sussistenza  un bisogno
primario, che deve essere soddisfatto, pena la morte; e ci  vale  per
tutti  i  bisogni  primari legati alla sopravvivenza dell'individuo  e
della  specie. Proprio dalla necessit di soddisfare questi bisogni  -
come aveva notato Hegel(142) - l'individuo
     
     p 73 .
     
       spinto a mettersi in relazione con altri individui: per cui la
risposta ai bisogni individuali  di fatto una risposta sociale.
     Nella  societ comunista proprio la dimensione sociale del lavoro
(la  propriet  collettiva dei mezzi di produzione) pu  garantire  la
soddisfazione  dei  bisogni  individuali,  secondo  la  gi  ricordata
formula  Ognuno  secondo le sue capacit; a  ognuno  secondo  i  suoi
bisogni!(143). Ma laddove  in atto la propriet privata dei mezzi di
produzione,  la  situazione    completamente  diversa.   Marx   aveva
affrontato  questo problema nei Manoscritti del 1844, per  riprenderlo
poi nei Lineamenti per la critica dell'economia politica (Grundrisse):
Nell'ambito  della  propriet privata  egli  scrive  ogni  uomo  si
ingegna di procurare all'altro uomo un nuovo bisogno, per costringerlo
a  un  nuovo  sacrificio e spingerlo a un nuovo modo  di  godimento  e
quindi di rovina economica(144).
     Quindi  -  osserva  Marx - accanto ai bisogni  naturali  esistono
bisogni  procurati, per soddisfare i quali il lavoratore    spinto  a
continuare  a vendere la propria forza-lavoro, anche oltre  la  misura
necessaria   alla   soddisfazione   dei   bisogni   primari.   Siccome
dall'utilizzazione   della  forza-lavoro  deriva   il   profitto   del
capitalista, avere a disposizione questa merce per un numero  maggiore
di  ore o di lavoratori, significa incrementare tale profitto e  -  in
una  certa  misura  -  compensare i danni  derivati  dall'aumento  del
capitale  costante (c) nella composizione organica  del  capitale.  In
altre  parole  -  e  ancora una volta in maniera molto  schematica  -:
l'immissione  sul  mercato di nuovi prodotti (ad  esempio  particolari
capi di abbigliamento) induce nel lavoratore-consumatore il bisogno di
vestirsi con quel particolare capo, e per questo  disposto a produrre
di  pi  (lavorando  per un numero maggiore di  ore  o  aumentando  il
rendimento del proprio lavoro in cambio di un aumento di salario).  E'
chiaro  che  la  creazione  di  nuovi (falsi)  bisogni  risponde  agli
interessi  della  classe  degli imprenditori e  danneggia  quella  dei
lavoratori.
     Il discorso di Marx unisce l'aspetto economico a quello etico:  
vero  -  egli  dice  -  che  nell'uomo  ci  sono  appetiti  disumani,
raffinati,  innaturali, e immaginari(145); ed    proprio  su  questi
appetiti  che giocano quanti vogliono indurre nuovi bisogni.  Inoltre,
questi   nuovi   bisogni  saranno  soddisfatti  esclusivamente   dagli
appartenenti alla borghesia: il proletariato - attratto come una mosca
nella pania - vedr peggiorare progressivamente la propria condizione.
Le  parole  che  Marx dedica a questi meccanismi sono  una  pagina  di
letteratura  romantica: Il raffinamento  dei  bisogni  e  dei  loro
mezzi,  da  un  lato,  produce  un imbarbarimento  animalesco,  e  una
completa,  rozza,  astratta semplificazione  dei  bisogni,  dall'altro
lato;  o  meglio,  altro  non fa che riprodurre  se  stesso  in  senso
inverso. Lo stesso bisogno dell'aria aperta cessa di essere un bisogno
nell'operaio;  l'uomo ritorna ad abitare nelle caverne,  la  cui  aria
per  ormai viziata dal mefitico alito pestilenziale della civilt, e
ove  egli abita ormai soltanto a titolo precario, rappresentando  esse
per  lui  ormai  una estranea potenza che pu essergli sottratta  ogni
giorno  e  da cui ogni giorno pu essere cacciato se non paga.  Perch
questo sepolcro lo deve pagare(146).
     
     p 74 .
     
     Al  di  l  dell'invettiva  contro la  civilt,  Marx  pone  un
problema ineludibile: quello dei bisogni (vitali e non) dell'uomo.
     Un'interpretazione  economicistica   del  marxismo  ha   teso   -
soprattutto, anche se non solo, nei paesi del socialismo realizzato  -
a  considerare  individuali solo i bisogni primari e a trasferire  nel
campo  dei  bisogni  sociali  tutti gli  altri,  per  cui  la  societ
comunista  (e,  in  attesa  di essa, lo  stato  socialista  e  la  sua
dittatura  del  proletariato) si fanno carico di  tutti  i  bisogni,
arrogandosi per il diritto di scegliere i bisogni reali e separarli
dai falsi.
     Altre  interpretazioni hanno insistito, come vedremo a  proposito
delle  filosofie  del  Novecento, sul ruolo  dei  bisogni  -  falsi  -
nell'odierna societ dei consumi.

Lavoro liberato e liberazione dal lavoro.
     
Per gran parte del marxismo ufficiale - di quello, cio, che pi che
ai  testi  di  Marx  faceva riferimento alla dottrina  messa  a  punto
dall'Istituto Marx Engels Lenin di Mosca - l'emancipazione del  lavoro
 un dogma irrinunciabile.
     L'esaltazione  di  Stachanov(147) in  Unione  Sovietica    stato
forse  il  punto pi alto raggiunto dalla concezione del  lavoro  come
strumento di affermazione ed emancipazione dell'uomo, grazie alla  sua
capacit  di  produrre  ricchezza. Ed  stato  forse  il  momento  pi
lontano  dalla concezione marxiana del lavoro: si ricordi quanto  Marx
aveva  scritto nelle Glosse marginali al programma del Partito operaio
tedesco.(148)
     C'  un brevissimo testo ottocentesco, Il diritto all'ozio di  P.
Lafargue, che - come abbiamo visto - (149) esprime un punto  di  vista
estremamente  interessante sul lavoro, proprio  partendo  dall'analisi
marxiana.
     Il  testo  di  Lafargue ripropone, in termini di paradosso  e  di
provocazione  il principio di Marx sul carattere naturale  del  lavoro
limitatamente alla produzione di valori d'uso: lavorare per soddisfare
ciascuno i propri bisogni e, quindi, consumare il prodotto del proprio
lavoro.
     Pi  che  liberare il lavoro dallo sfruttamento - per farne  il
motore  della  produzione  della  ricchezza  sociale  -  il  comunismo
rappresenter la liberazione dalla schiavit del lavoro.
     
L'uomo onnilaterale.

La  liberazione dal lavoro - cio la restituzione del  lavoro  al  suo
ruolo  di  strumento  naturale - implica prima di tutto  la  negazione
della  divisione del lavoro, sorta con la propriet privata dei  mezzi
di produzione: sia la divisione (parcellizzazione)

p 75 .

dei  ruoli nella produzione delle merci, che - come aveva notato anche
Hegel  -  aumenta le capacit produttive della societ, ma impoverisce
le abilit dell'individuo; sia la divisione fra lavoro intellettuale e
lavoro manuale.
     In  questa  prospettiva  il concetto di polivalente  -  Marx  usa
l'espressione  onnilaterale(150) -  pi ampio di  quello  analogo  di
politecnico sviluppato dai positivisti(151): non si tratta per Marx di
armonizzare   nella   societ  le  molteplici  attivit   tecniche   e
scientifiche, ma di valorizzare tutte le facolt di ciascun individuo,
dall'intelligenza alla disposizione al lavoro fisico.
     Le  facolt naturali di ciascun individuo - diverse da  individuo
a  individuo -, negate dalla divisione del lavoro, potranno esprimersi
liberamente  nell'uomo onnilaterale, in una dimensione  collettiva  in
cui alla propriet comune dei mezzi di produzione corrisponde anche il
massimo sviluppo delle forze produttive. In altri termini: solo in una
societ  comunista, ma tecnologicamente avanzata, in cui  le  macchine
consentono all'uomo di produrre con poco lavoro molta ricchezza,  sar
possibile liberare il tempo dal lavoro per destinarlo a vivere la vita
nella sua pienezza (onnilateralit).(152)
     Lo   sviluppo   tecnologico  -  che  nella  societ   capitalista
impoverisce  l'uomo  riducendolo  a compiere  lavori  parcellizzati  e
ripetitivi  e  costringendolo,  come  dir  H.  Marcuse,  a  una  vita
unidimensionale  -  diventa, secondo Marx, un  involontario  demiurgo,
perch  crea le condizioni per la liberazione dell'uomo stesso  e  per
restituirlo al godimento di tutte le sue facolt.
     Al  di  l dello schematismo con cui abbiamo esposto il problema,
  chiara  la  funzione positiva che Marx attribuisce allo  sviluppo
scientifico  e  tecnologico: egli  ancora profondamente  legato  alla
concezione moderna della realizzazione dell'uomo attraverso il dominio
sulla  natura;  al tempo stesso ripropone il punto di vista  hegeliano
della   piena  realizzazione  dell'individuo  solo  nella   dimensione
sociale.

L'individuo negato.

La   soluzione  della  contraddizione  fra  individuo  e  classe,  fra
individuo  e  societ  (e  stato)   da  Marx  costantemente  rinviata
all'instaurazione  del  comunismo.  Fino  ad  allora  l'individuo   si
annulla:  si sacrifica oggi per potere realizzarsi domani,  spinto  da
una  certezza  che - sotto le vesti di una concezione scientifica  -
pu mascherare il dogma.
     Il  proletariato  -  unica  classe  veramente  rivoluzionaria   -
assurge  al  ruolo  aristocratico di  liberatore  dell'umanit.  Per
assolvere   a  questo  suo  compito  storico  esso  nega,  di   fatto,
l'esistenza   individuale  degli  uomini  e   delle   donne   che   lo
costituiscono; e nega anche l'esistenza individuale degli appartenenti
a  quelle  classi  -  anch'esse  subalterne  e  sfruttate  -  come  il
sottoproletariato,  la  piccola borghesia, i contadini,  per  il  loro
carattere    oggettivamente   non   rivoluzionario   o   addirittura
controrivoluzionario.
     
     p 76 .
     
     All'interno   del   proletariato,   poi,   solo   una   minoranza
consapevole - e organizzata nel partito - avr il compito di guidare e
di portare alla vittoria la rivoluzione sociale.
     Il  comunismo,  come  compimento di un processo  fondato  sulla
contraddizione,    una  soluzione  di  tipo  hegeliano  presente  nel
pensiero  di  Marx,  il  quale,  per - altrettanto  hegelianamente  -
definisce   il  comunismo  anche  come  processo.  In   ogni   caso,
l'individuo emerger solo nel compimento.
